Recentemente è stato inaugurato a Muro Leccese un nuovo parco archeologico.

Per saperne di più sull’argomento, Periscopio è andato ad intervistare il sindaco della città Antonio Donno.

Il sindaco dopo averci salutato calorosamente, ci ha fatto accomodare e abbiamo dato inizio all’intervista.

Ci ha spiegato che il percorso che ha portato all’apertura del parco è stato lungo e di certo non sono mancate le difficoltà.

Lo scavo fu iniziato per iniziativa del vecchio sindaco, il compianto Totò Negro, quando casualmente, durante lo scavo per costruire case popolari, furono rinvenuti i primi resti.

Successivamente anche con la collaborazione dell’università del Salento gli scavi continuarono e continuano ancora adesso. Ogni anno studenti italiani, ma anche stranieri accorrono a Muro per partecipare e dare una mano.

Nessuno si è mai arreso, anzi i continui ritrovamenti aumentano l’entusiasmo dei collaboratori che ogni anno diventano più numerosi.

Poi ci siamo chiesto se il ritrovamento di numerosi scheletri avesse fornito informazioni sugli usi e costumi dell’epoca.

Il sindaco ci ha risposto che indubbiamente è così.

A ciò hanno contribuito soprattutto gli oggetti che sono stati ritrovati insieme agli scheletri: questi ci parlano appunto del modo in cui i nostri antenati vivevano e anche del modo in cui mangiavano.

Quello che è rimasto della loro cultura sono alcuni piatti tipici come i “ciciri e tria” e alcune usanze come quella dei “chiangi muerti” ai funerali.

Andando avanti abbiamo posto il problema dei fondi necessari. Il sindaco è stato ben lieto di dire che un ruolo importante lo ha avuto la regione, che negli anni ha sovvenzionato gli scavi e l’acquisizione di nuovi terreni  per continuare.

Infine abbiamo chiesto delle prospettive future per il parco.

Ci ha parlato dell’idea di creare una sorta di circuito tra i musei e i parchi archeologici presenti in tutto il Salento, anche per ampliare e pubblicizzare l’entroterra salentino.

Ovviamente nel futuro c’è anche un ulteriore ampliamento del parco. La sua passione e l’amore per la propria terra sono ammirevoli e quello che lui spera e di riuscire a trasmettere questi sentimenti ai suoi cittadini.

Il nostro augurio è che l’attenzione di chi ha la possibilità di sovvenzionare le ricerche non venga meno fino al completamento dei lavori.

Elisabetta Simone

 

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