La scelta de L’ADELFIA di esserci, le risposte che dobbiamo ai cittadini in crescita.

Nel mondo dei bambini tutti i quadri sono appesi troppo in alto.
Stig Dagerman, Il viaggiatore, 1951

Un’organizzazione come L’ADELFIA è in qualche modo la rappresentazione della coscienza collettiva delle comunità dove opera, misurabile soprattutto attraverso il modo con cui svolge il proprio servizio tra le fragilità individuali e sociali. Esprime anche la consapevolezza che l’aumento dei nuovi poveri e dei fenomeni di marginalità, che è sempre più di cile e urgente contrastare, sottointendono una complessiva debolezza nelle risposte della nostra società. L’ADELFIA “accoglie”.
Garantisce alla persona una relazione rispettosa. Alla so erenza della persona poi corrisponde negli operatori delle strutture, e non può essere altrimenti, una professionalità attenta all’interiorità talvolta violata da una realtà poco attenta alla deprivazione di risorse individuali, al valore di un futuro che rischia di essere as ttico o addirittura negato.
Dinanzi ad un disabile la qualità sta nella risposta che riceve agli slanci inespressi e alle domande emotive esistenziali; una risposta che adegua accortamente la comunicazione e ottiene la più ampia condivisione di un percorso, per quanto arduo possa essere il compito. E’ questo , a nostro parere, il grado di civiltà con cui produciamo senso e creiamo valore, dinanzi ai rischi cui sono esposti i deboli e gli indifesi. Questa Carta dei Servizi delle strutture “Comunità Socio Riabilitative” vuole unire gli aspetti peculiari del lavoro sociale e quello dei servizi alla persona, connotati entrambi da elementi di intangibilità e immaterialità, attraverso il modello relazionale organizzativo e di sistema che:
1. Adotta il criterio della razionalità comunicativa/incrementale, ossia de nisce metodi, regole e contenuti nella piani cazione degli interventi, operando a nchè, essendo sinergici attori e servizi, si abbia la capacità di o rire risposte innovative e  essibili anche a fronte dell’emergere di nuovi bisogni. Si incentiva, in tal modo, il miglioramento continuo delle performance di ciascun soggetto, a partire dalla persona presa in carico.
2. Creando il senso di corresponsabilità nel sistema di intervento si investe sui processi e sulle performance (Vision process-oriented). Infatti il valore per la persona accolta è riconosciuto nell’intero svolgimento del percorso, nel quale ha un ruolo determinante l’organizzazione a rete che regola l’architettura del progetto personalizzato. E un processo è buono se è e cace ed e ciente, ovvero produce il valore atteso per e dalla persona in stato di bisogno, nelle pratiche del quotidiano, investendo al meglio su ogni risorsa relazionale ed economica;
3. Produce socialità. L’ADELFIA, come cooperativa sociale, è riconoscibile sia per l’attività che svolge sia per come è organizzata e per come produce socialità e bene comune. Riconosce, infatti, e valorizza la responsabilità plurale (disabili e famiglie, enti e servizi, la comunità nel suo insieme), sollecita coerenti azioni di sussidiarietà orizzontale e verticale (ognuno è chiamato a svolgere il proprio compito/dovere), incrementa la dote disponibile di risorse, economiche e umane, con il valore aggiunto della condivisione. Ci si orienta così alla piena reintegrazione sociale del disabile (ove possibile).

L’ADELFIA, una storia che continua

L’ADELFIA si è sempre proposta, anche in questo delicatissimo settore di intervento, di generare utilità per le fasce deboli e le loro famiglie e per tutti gli altri attori dello scenario. L’ADELFIA, attraverso questa o erta, ri ette altresì sulla propria collazione rispetto agli altri servizi con i quali è chiamata ad interagire responsabilmente e identi ca, come “luogo” professionale e umano ineludibile, il Distretto Socio Sanitario, coincidente con l’Ambito di Zona e perciò stesso con l’insieme dei Comuni associati, e il Dipartimento di Salute Mentale. Il DSS e il DSM, con gurandosi come “area sistema”, grazie alla presenza simultanea di tre momenti speci ci di intervento (sanitario, socio sanitario e sociale) e alla complementarità delle diverse reti di o erta, può rappresentare la dimensione idonea per conoscere la domanda di salute e di benessere sociale, e coordinare e integrare i soggetti erogatori, favorendo lo sviluppo delle sinergie derivanti dalla interazione degli operatori presenti e operanti sul territorio.

Maria Mazzone
Presidente

I Servizi Residenziali

La Comunità Educativa è struttura residenziale a carattere comunitario di tipo familiare, caratterizzata dalla convivenza di un gruppo di minori con un’equipe di operatori professionali che svolgono la funzione educativa come attività di lavoro. E’ rivolta a minori per i quali non è praticabile l’affido o per i quali si è in attesa dell’affido stesso.

Le Comunità Educative per Minori de L’ADELFIA sono tre e sono organizzate per fasce di età e per tipo di problemi. Il Grillo e Villa Ardena sono ubicate in Tricase e ospitano minori con disordini dello sviluppo e disturbi nell’adattamento e nella relazione di tipo cognitivo, emotivo e comportamentale. Le fasce di età sono rispettivamente di 9-14 e 14-18 anni.
Tirammolla si trova ad Alessano e accoglie minori di 13-18 anni in condizioni di svantaggio sociale e familiare che necessitino di tutela. I minori vengono accolti su invio dei Servizi Sociali Comunali o del Servizio di Neuropsichiatria infantile delle ASL, con o senza provvedimento del Tribunale per i Minorenni.
Le rette sono a totale carico dei Comuni o compartecipate con l’ASL territoriale nei casi di riconoscimento in sede di U.V.M. della necessità di interventi specialistici a causa della presenza di disturbi psicopatologici in atto.
Sono attivate convenzioni con alcuni Comuni su tutto il territorio regionale. I costi dei vari servizi erogati sono determinati dalle convenzioni in atto.

Mission è

• garantire la migliore qualità di vita ed integrazione sociale del minore
• sviluppare le risorse personali per la salute mentale in età evolutiva
• rimuovere e contenere i fattori di rischio e le barriere che ostacolano il raggiungimento delle autonomie possibili
• favorire l’integrazione scolastica dei minori con difficoltà

Per ogni ospite viene elaborato un Progetto Educativo Individualizzato. Gli educatori intervengono attraverso il PEI esplicitando gli obiettivi da raggiungere, le aree di intervento, le metodologie, le risorse a disposizione, gli strumenti, i tempi e le modalità di verifica.
I rapporti con le famiglie di origine sono salvaguardati e mantenuti laddove possibile. In ogni struttura sono attivati laboratori di attività pratiche, di socializzazione, ludico-creativi e di doposcuola specializzato.
L’ADELFIA fornisce trattamenti educativi e abilitativi in regime residenziale, semiresidenziale e ambulatoriale a bambini e adulti con diagnosi di Autismo e Ritardo dello Sviluppo. L’intervento è di tipo comportamentale intensivo e, laddove possibile, precoce. La metodologia è ABA-VB – Applied Behavior Analysis -Verbal Behavior secondo le più recenti applicazioni delle ricerche nel campo.
Presso la Comunità Il Grillo è attrezzato un luogo neutro per le visite e gli incontri protetti tra il bambino e la famiglia, le osservazioni e le supervisioni.