Il centro diurno socio-educativo è struttura socio-assistenziale a ciclo diurno finalizzata al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia della persona e al sostegno della famiglia. Il centro è destinato a soggetti diversamente abili, anche psico-sensoriali, con notevole compromissione delle autonomie funzionali, che necessitano di prestazioni riabilitative di carattere sociosanitario.

L’ADELFIA gestisce due Centri Diurni Socio Educativi e Riabilitativi: Enosh sito in Tricase e La Casa di Igor di Alessano.

Il Centro ENOSH vuole essere una risposta agli urgenti problemi dei gravi disordini dello sviluppo. Il Centro intende contribuire attivamente a:

1. Contrastare la vera e propria dispersione di pazienti autistici in un altro numero di servizi, con disomogeneità di scelte assistenziali e specificità dei trattamenti. L’ADELFIA propone prassi diagnostiche e percorsi abilitativi attraverso l’ineludibile necessità della “rete” funzionale tra Centro, servizi pubblici, scuola e famiglie.

2. Facilitare l’attuazione rigorosa della Linea Guida 21, adottata dall’Istituto Superiore della Sanità e specifica per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico, con il supera- mento delle fratture tra i diversi servizi a seconda dei modelli e degli approcci di riferimento, che incidono in maniera pregiudizievole sull’età dell’inizio di un trattamento efficace e sulle proposte di assistenza dei pazienti una volta diventati adulti.

3. Promuovere responsabilità diagnostiche rigorose. L’inesistenza della diagnosi di autismo è spesso ridotta, nelle persone adulte, a quella di Disabilità Intellettiva. In assenza di memoria storica di diagnosi, è pregiudicata anche l’esigenza (e il diritto) ad interventi specifici per il miglioramento della qualità della vita e l’indipendenza, come ripetutamente ribadito nelle sedi scientifiche internazionali. Particolarmente grave è la situazione in Puglia, con un vero crollo delle diagnosi di disturbi dello spettro autistico.

4. Prevenire le gravi ripercussioni sulla condizione delle persone affette da autismo e divenute poi adulte. Con adeguata e coerente programmazione, si eviterebbero i gravi condizionamenti derivanti dalla carenza di servizi, di progettualità e di strutture, mentre si otterrebbe invece la necessaria qualificazione della spesa e maggiori economie gestionali.